71° anniversario del sacrificio della Medaglia d’oro al V.M. ARDUINO BIZZARRO – Serralunga di Crea – domenica 14 febbraio 2016

71° anniversario del sacrificio della Medaglia d’oro al V.M. ARDUINO BIZZARRO – Serralunga di Crea – domenica 14 febbraio 2016

Il giorno 14 Febbraio ricorre il 71° anniversario del sacrificio del giovane partigiano ARDUINO BIZZARRO Medaglia d’Oro della Resistenza trucidato in Madonnina di Crea dalla ferocia dell’ideologia nazi-fascista. L’Amministrazione Comunale di Serralunga di Crea e la Provincia di Alessandria, d’intesa con l’A.N.P.I. con una semplice e significativa manifestazione, desiderano ricordare l’avvenimento a tutte le generazioni presenti e future, affinchè i rapporti della convivenza sociale nel mondo siano sempre fondati sui principi democratici di pace e di non violenza.

mammaagneseGli studenti dell’Istituto Superiore “Balbo” di Casale Monferrato si immedesimano in mamma Agnese.

Ecco vedete? Quella in centro sono io. Si proprio quella vestita di nero con quel fazzoletto in testa da contadina cha ha in bocca sempre e solo la fame. Sembro una vecchia ma in quella foto ho solo quarantacinque anni. E quello è l’aspetto migliore che potessi mai avere per il funerale di mio figlio. Mio figlio si, morto ammazzato a 22 anni, in una guerra che non era più una guerra. La guerra!

Provate a chiedere alle donne come me cos’è la guerra e forse avrete risposte che non vi aspettate. La guerra è cercare disperatamente ma ostinatamente la tomba di un figlio, e magari non trovarla per poi scegliere una croce senza nome e convincersi che quella è la tomba che ora custodisce il suo corpo. Una tomba senza nome: la crudeltà della guerra eccola qua: costringere donne come me a convincersi che la vita deve continuare. E la vita, certo, continua. Ma non come prima. E come possibile, con quel peso nel cuore che molti scambiano per odio, ma che non è altro che un fardello pesante, una condanna che spinge per tutto il resto della nostra vita a raccontare a chiunque tu incontri la storia ingiusta che ha portato alla morte un figlio destinato alla vita. Chiedetelo a noi cos’è la guerra. Chiedetelo a noi cos’è la libertà. Si la libertà. Sento dire che è una parola vuota, questa libertà in nome della quale hanno combattuto i ragazzi come il mio. Certo è vuota fino a che rimane astratta. Astratta come tutte le parole che vengono pronunciate ma non vengono vissute. Quando qualcuno afferma che quella che si combatte è una guerra giusta non fa che pronunciare una frase astratta, vuota, insensata. Si proprio senza senso. Perchè comunque non è una frase qualunque, diventa un ordine e allora si rivolge a ciascuno di noi, e allora quella frase significa “”è giusto che tu muoia” è giusto che tu, e tu, e tu, e tu, andiate a morire uccidendo altri ragazzi come voi”. Anche la libertà è una parola astratta fino a quando non la vivi concretamente sulla tua pelle. Essere liberi, liberi di non dover rimpiangere, liberi dai rimorsi, liberi di non dover maledire. Liberi dalla guerra, liberi dalla violenza. Sapete quale è stato il primo gesto rivoluzionario, qua in città, dopo la caduta del fascismo nel ‘43, il primo atto ribelle che fece infuriare i nazifascisti? Scritte anonime sui muri che invocano “pane e pace”. Non è astratta l’invocazione al pane, perchè chiedi semplicemente di avere quel giorno, e poi il giorno dopo, e poi ancora tutti i giorni a venire, un pezzo di pane per sopravvivere, e non è astratta l’invocazione alla pace, perchè chiedi per quel giorno e per tutti i giorni a venire soltanto di vivere e di non morire. Ecco cos’è la libertà. Liberi dalla guerra e dalla violenza. La violenza. Non potete negare che io non l’abbia conosciuta. Ma vi dirò di più. La violenza che ho conosciuto io, quella del corpo sbrandellato e abbandonato di mio figlio, è la violenza più immediata e più evidente. E se volete eccezionale. Ma la violenza è anche vivere nella miseria. Mendicare un pezzo di pane. Umiliarsi giorno dopo giorno per sbarcare il lunario. Violenza è dire sempre signor sì, imparare a memoria – come materia scolastica obbligatoria – che c’è uno che comanda e che ha sempre ragione e che il dovere di ogni italiano è quello di essere fascista. Fascista per dovere. Capite cos’è la violenza? Violenza è finire in galera solo per aver sussurrato di non essere d’accordo. Violenza è prendere le madri se non puoi prendere i figli ribelli, caricarle su dei camion e costringerle in cella e in cella portarle allo stremo, fino ad arrivare a pregare Dio con tutto il tuo cuore che tuo figlio si arrenda, si faccia arrestare, umiliando le proprie idee, perchè arrivi a pensare che in quel modo, lui si possa salvare. Lo so, non è giusto. Ma io ho cercato di riprendermelo, quel figlio che se ne era andato per combattere coi partigiani. Fio girato per le colline qua attorno, di cascina in cascina, cercando notizie, mendicando aiuti. E infine lo abbiamo rivisto, infreddolito e infangato. Ma non c’è stato verso di riportarlo a casa. E’ stato quello il nostro ultimo incontro. E poi l’ho rivisto così… Con quel cranio fracassato nelle orbite degli occhi. Ed è da quel giorno che anche i miei occhi hanno come due orbite vuote.

Bizzarro“MINISTERO DELLA DIFESA
“ Ricompense al valore Militare per l’attività Partigiana”

decreto del Presidente della Repubblica 18 settembre 1984, registrato alla Corte dei Ai il 30 ottobre 1984, Reg. n. 35/ Difesa – Foglio n. 225, è stata concessa la seguente ricompensa al Valor Militare per attività partigiana “alla memoria”:

MEDAGLIA D’ORO

Arduino Bizzarro, nato il 27 gennaio 1923 a Bottrighe (ora Adria) – Rovigo. Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si schierava a fianco dei patrioti per concorrere validamente alla lotta contro l’oppressore germanico per l’affermazione del più importante diritto di ogni popolo: la libertà. Catturato e costretto a subire il peso della dura prigionia nelle carceri di Casale Monferrato, Alessandria, Aosta e Torino, riusciva ad evadere e con i reparti della Brigata “Garibaldi” operante nel Monferrato, partecipava a tutte le operazioni importanti e rischiose.

Nel corso di una operazione, accerchiato da un forte ed agguerrito contingente nemico in difficile situazione, incitava i suoi compagni d’arme a porsi in salvo, fornendo abile esempio di altruismo, di ardore combattivo e di eroismo.

Stroncato dal fuoco avversario e finito con pugnalate alla gola e agli occhi moriva al grido di “Viva l’Italia”. – Madonna in Comune di Serralunga di Crea (Alessandria), 16 febbraio 1945.

La notizia del conferimento della Decorazione fu ufficialmente diramata dal Sindaco Casale Prof. Riccardo Coppo in occasione della manfestazione commemorativa l’eccidio dei Partigiani della Banda Tom il 13 gennaio 1985; destò nei numerosissimi presenti e nella cittadinanza, oltre che negli ambienti dell’ A.N.P. I. e dell’Associazione Famiglie Caduti per la Liberazione, notevole sentimento di commozione e di compiacimento.



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