REFERENDUM COSTITUZIONALE – COMUNICATO ANPI Sez. NOVI L.re

REFERENDUM COSTITUZIONALE – COMUNICATO ANPI Sez. NOVI L.re

LE RAGIONI DEL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE, LE RAGIONI DELL’ ANPI.

L’ ANPI farà campagna attiva nei comitati per il no alla riforma costituzionale Renzi – Boschi, comitati rappresentati a livello nazionale dal professor Pace, ai quali aderiscono varie formazioni politiche di sinistra e associazioni come l’ ARCI e Magistratura Democratica.
Questo è stato stabilito nel congresso nazionale ANPI che si è concluso a Rimini domenica 15 maggio.
La raccolta delle firme per richiesta referendum è iniziata sabato 22 maggio a Novi L., e continuerà sabato 28 maggio e giovedi 2 giugno.
Le ragioni del no sono date dal merito della riforma. Essa non è una semplice operazione di manutenzione e revisione dei meccanismi funzionali del sistema istituzionale configurato nella carta fondamentale, ma ne è in realtà uno stravolgimento generale dei principi e degli equilibri dei poteri da essa disegnati. Infatti, tutto il sistema si concentra nel rafforzamento dell’ esecutivo, a danno del principio della rappresentanza ( vedi il premio di maggioranza nella legge elettorale), a discapito del parlamento che perde buona parte dei suoi poteri consegnando il potere legislativo alle compagini ministeriali ( vedi il potere legislativo del governo e il controllo di esso sul calendario parlamentare, vedi il pasticciato bicameralismo che esalterà il potere di arbitrato del governo nelle liti fra camere che già si prevedono, vedi la mancata elettività del senato che non può che esaltare il potere di condizionamento del governo nei confronti dei senatori -consiglieri regionali). Inoltre, la maggioranza parlamentare, che sarà probabilmente  forte minoranza nel paese, avrà la possibilità di condizionare l’ elezione del Capo dello Stato, dei giudici costituzionali e dei membri laici del CSM.
A completare un disegno in sé pervicacemente coerente, vi è l’ indebolimento degli strumenti di democrazia diretta come il referendum ( innalzamento del numero delle firme in cambio di un abbassamento del quorum), e le leggi di iniziativa popolare ( si passa da 50.000 firme necessarie a 150.000 a fronte di una rapida discussione parlamentare che sarà prevista in un futuro disegno di legge).
Il sistema degli equilibri e dei pesi e contrappesi fra poteri di garanzia e di governo e i ruoli di maggioranza e opposizione sono stati, dunque, stravolti rispetto al vecchio dettato costituzionale a favore del potere insindacabile del governo, a favore di questa ideologia che imperversa da ormai trent’ anni, della governabilità che va a detrimento dei principi, egualmente importanti, della rappresentanza e della imparzialità delle magistrature costituzionali di garanzia.
Come ANPI temiamo che questa nuova costituzione possa aggravare il problema della crisi della rappresentanza e allontanare di più i cittadini dalla politica nel momento in cui, col potere accresciuto del governo, si rafforza in realtà il potere di pochi. Per questo invitiamo a votare no il prossimo ottobre al referendum confermativo alla riforma costituzionale Renzi – Boschi.

Novi Ligure 23-05-2016

Gianni Malfettani
Presidente ANPI sez. Novi L.



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